Palermo è un razzo

Se entri in una pasticceria o in un panificio e assaggi una cassatella, un cannolo, il pane cunzatu o le panelle, alcuni sapori della cucina siciliana, mai provati prima, ti esplodono in bocca.
Se passeggi tra le bancarelle del mercato di Vucciria, di Ballarò o del Capo sono le orecchie a esploderti per le urla dei venditori, e ti sorprendi sia per il cibo che paghi una miseria sia per chi ti ha appena dato una fregatura.
Se ti immetti in automobile nel traffico di Palermo (perenne nei viali ampi come nei vicoli stretti), tra motorini, bici elettriche, auto in seconda e terza fila, camion, pedoni che sbucano dal nulla, gatti randagi, anziani seduti su una sedia traballante e parcheggiatori abusivi, rischi seriamente che ti esploda il cuore, oltre che la frizione dell’auto.
Se ti fermi troppi secondi a guardare i materassi, i mobili e la ferraglia abbandonati nei vicoli di ogni quartiere della città, potrebbe sembrarti di vedere esplodere i bidoni dell’immondizia – sempre stracolmi di sacchetti e sporcizia, anche subito dopo essere stati svuotati.
Se per un attimo ascolti la baraonda mentre cammini in via Maqueda e in via Vittorio Emanuele e poi arrivi ai Quattro Canti, e ti accorgi delle facce che parlano siciliano, italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, cinese, africano, indiano, arabo e russo, il risultato è un’esplosione di voci e razze che ti fa pensare che il mondo sia riunito lì, vicino a te.
Se passi da Capaci e sfili accanto al monumento in ricordo della strage e poi, di nuovo in città, arrivi alla borgata marinara della Cala dove c’è il murale di Falcone e Borsellino, puoi addirittura sentire riecheggiare le esplosioni delle bombe della mafia e le urla strazianti dei morti, oltre al dolore di ferite che non si rimargineranno mai.
Se avverti caldo, anzi se stai sudando e le zanzare ti prendono di mira, è perché sei al mare e anche a ottobre al mare fa caldo. E che tu sia al porto, al porticciolo o a Mondello, l’odore e il colore della Sicilia ti esplodono davanti agli occhi e ti ricordano che sei circondato dall’acqua.
Infine, se passeggi tra i palazzi, le chiese, i teatri e i monumenti del centro storico e dei quartieri popolari, sono lo stupore e l’orgoglio per l’isola e per la nostra Italia a esploderti nel petto, come forse non capita in nessun’altra città.

Per questo dico che Palermo è un razzo. Ovunque ti giri, c’è qualcosa pronto a esploderti addosso e poi a sfuggirti di mano. E tutto quanto è indimenticabile.

(Nella foto, tratta da internet: la Cattedrale di Palermo)

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