Libro e vino, l’accoppiata gustosa

Non la scopro io, semmai posso confermare. L’accoppiata libro e vino funziona: è piacevole, invitante, golosa, allegra. Gustosa. E presentare un libro in un’enoteca è altrettanto piacevole.
In questi mesi, a Livigno, mi è capitato tre volte di moderare una presentazione mentre i lettori degustano un buon bicchiere di vino.

In tutte le occasioni l’apprezzamento del pubblico è stato ottimo, considerando che (almeno da noi) le presentazioni di libri con autore sono e restano roba per pochi, ossia per una nicchia di lettori forti o di curiosi instancabili. Ma l’atmosfera che si crea in un ambiente che a prima vista non ha nulla a che fare con i libri è davvero speciale, unica. E la serata che nasce ha la forza di lasciare il segno.

Nel dicembre scorso, all’enoteca Vino & Co. ho presentato L’incanto del rifugio. Piccolo elogio della notte in montagna di Enrico Camanni (Ediciclo), un libriccino che racconta storie brevi sulle notti passate in un rifugio d’alta quota, quando il silenzio avvolge la montagna e fuori si sentono solo le voci degli animali.
A fine febbraio, invece, è stato il sommelier dell’enoteca Calanda a venire da noi in libreria, con un paio di bottiglie di passito (Vertemate di Mamete Prevostini) e bicchieri al seguito. Un vino dolce e saporito che ha accompagnato le chiacchiere sul romanzo Chopin non va alla guerra di Lorenzo Della Fonte (Elliot), ambientato nel 1918 tra Valtellina e Alto Lario, una storia che intreccia il dramma della guerra con la speranza offerta dalla musica.
Infine, due giorni fa all’enoteca Calanda è stata la volta di La casa delle farfalle di Silvia Montemurro (Rizzoli), un romanzo ricco di grazia e femminilità in cui si intrecciano storie d’amore e di guerra, di misteri e segreti di famiglia.

Tre serate per promuovere la lettura in un modo alternativo e simpatico. Tre serate conviviali per avvicinare i lettori agli autori e assaporare i libri come un bicchiere di vino: in allegria e con gusto.

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