Lettera ai piedi di un bimbo

In vacanza in Puglia, sotto l’ombrellone, mi sono incantato a pensare al futuro di mio figlio: così, ho scritto una lettera.

Cari piedi di Davide,
visto che da qualche mese correte dappertutto decisi e senza paura, scrivo per farvi alcune raccomandazioni: siete ancora due piedi piccoli e fragili e non sempre trovate il giusto appoggio a terra, ma più passa il tempo e più diventerete forti e resistenti e sicuri.
Perciò d’ora in poi dovrete comportarvi da piedi responsabili e promettermi questo: accompagnate Davide per le strade del futuro con curiosità, allegria e fiducia, e non abbiate paura se alla fine di un prato soffice troverete carboni ardenti, se alla fine di un laghetto con acqua fresca troverete una distesa di vetri. Dopo il dolore impegnatevi a ritrovare la serenità e l’equilibrio, dopo la roccia appuntita impegnatevi a ricercare quella piuma che vi ha fatto ridere dal solletico.
Appena potrete, promettetemi di accompagnarlo lontano dall’asfalto e di farlo camminare sulla terra, sulla sabbia, sull’erba, nell’acqua e nella neve. Di farlo avvicinare a piedi sconosciuti con cautela ma senza diffidenza, di fargli scoprire la bellezza delle cose che ci circondano e, soprattutto, di farlo viaggiare avanti e indietro, su e giù, in lungo e in largo per il mondo.

Infine, cari piedi di Davide, dovete promettermi che gli farete provare tutte queste emozioni vitali, nel bene e nel male. Che farete di tutto per fargli incontrare la creatività, che cercherete di evitare gli sgambetti e che lo aiuterete subito a rialzarsi quando inciamperà. E non dimenticate mai che accanto a voi cammineranno piedi adulti sempre pronti a sorreggerlo e incoraggiarlo.
Promettete?

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