Il mare di Scopello

Io, un mare così, non l’avevo mai visto. Nemmeno alle Bahamas, nemmeno a Curaçao. Forse solo alle Mauritius, e in Sardegna.

In passato ero già stato sull’isola, ormai una dozzina di anni fa. Ma, come allora (con un amico avevo visitato Messina, Catania, Taormina e Giardini Naxos, e poi Lipari), la Sicilia mi ha sorpreso per la sua bellezza e la sua semplicità, per i suoi sapori e i suoi colori, per il suo ambiente naturale e per le sue contraddizioni.
Questa volta, dopo aver passato qualche giorno a Palermo, insieme alla mia famiglia mi sono spostato a Scopello, un piccolo borgo in provincia di Trapani, vicino a Castellammare del Golfo.
Qui (era metà ottobre) la temperatura era tra i 24 e i 27 gradi, il sole spiccava alto nel cielo azzurro, l’acqua era limpidissima e le spiagge erano (quasi) tutte per noi. In giro c’erano pochi turisti, visto che la stagione volgeva al termine, così la magia di Scopello e dintorni era intatta e l’atmosfera che mi circondava sembrava ancora più autentica.

Indimenticabile la giornata passata alla Tonnara di Scopello, con lo spettacolo naturale dei faraglioni a spiccare in un mare con tante tonalità di verde/azzurro e centinaia di pesci vicino alla riva; e con la visita guidata alla tonnara e i racconti su un mondo recente quasi del tutto scomparso, ossia la pesca del tonno in mare aperto che sfociava nella mattanza.
Altrettanto indimenticabile la giornata passata alla Riserva Naturale dello Zingaro, con i suoi sentieri di terra rossa ben tenuti e che (già lo rimpiango!) mi hanno portato a un mare incredibilmente bello, pulito e invitante.
Senza dimenticare la gita a Erice, dove però sono stato sorpreso da una nebbia fitta e fredda che non ci si aspetterebbe in Sicilia, e che ha inghiottito la bellezza del borgo e mi ha lasciato al buio, senza la possibilità di godere di quello che avevo attorno; e la gita a San Vito Lo Capo, località di punta del turismo dei grandi numeri, con mare e spiaggia in stile Miami Beach e via dello struscio densa di bar, ristoranti e negozi, alcuni davvero originali altri simili a quelli di tanti luoghi d’Italia.

Ma io, un mare come quello di Scopello (e il borgo e i cibi e la natura e la calma di ottobre), non l’avevo mai visto. È per questo che già mi manca. È per questo che vorrei essere ancora là. Per il mare, il caldo, l’atmosfera e tutto il resto. E non solo perché, ora che scrivo da Livigno, fuori nevica.

(La foto che accompagna il post, con scorcio sulla tonnara e i faraglioni, è tratta dal sito ufficiale di Scopello)

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