Il fiume Aqua Granda

C’è un luogo a Livigno – o meglio, un elemento del territorio – che è rimasto quasi immutato nei secoli e che verosimilmente ha avuto un ruolo importante per il modellamento del fondovalle e della sua piana.
A volte questo elemento sembra stanco e moribondo, altre volte invece è vivo più che mai. In inverno scorre lento circondato dalla neve, in tarda primavera è impaziente e impetuoso, in estate e in autunno appare sereno anche se non sempre felice.
È il fiume Aqua Granda, come i livignaschi lo hanno sempre chiamato, il corso d’acqua principale della valle che una volta entrato in Svizzera corre verso l’Inn, seguendolo fino al Danubio per poi giungere al mar Nero.

Il nome Aqua Granda, tradotto letteralmente in “l’acqua grande”, è un appellativo che anche gli abitanti di altri luoghi dell’Alta Valtellina destinavano in tempi passati al maggiore dei fiumi che attraversava il loro territorio. Per esempio, per gli abitanti di Trepalle Aqua Granda designava il torrente che scende dalla Rocca, poco distante dal passo del Foscagno; per quelli della Valdidentro era così chiamato il fiume Viola, per quelli della Valfurva il Frodolfo e per quelli della Valdisotto l’Adda.
Ma l’Aqua Granda di Livigno ha anche una particolarità dovuta alla vicinanza con il confine svizzero: infatti, solo una volta entrato in Engadina l’Aqua Granda assume il nome di Spöl, che secondo gli storici significa “cane demoniaco”. Una denominazione che fa capire quanto il fiume potesse diventare pericoloso e difficile da controllare durante le piene, tanto che contenerne la forza ed evitare che esondasse è sempre stata una priorità.

Oggi l’Aqua Granda dà il meglio di sé in estate – anche se lo spettacolo dell’acqua che tenta di sfuggire al gelo dell’inverno è altrettanto affascinante – una stagione che a Livigno è fatta di colori limpidi e profumi intensi. E la pista ciclo-pedonale, vero fiore all’occhiello del paese, non poteva che essere realizzata a fianco del lungo corso del fiume, dalla Fórcola fino alla val Fedaría, non molto lontana – ma idealmente lontanissima – dalle strade trafficate e dal centro abitato di Livigno.

(Le informazioni del post sono tratte dalla guida Livigno. Una storia che viene da lontano edita da Lyasis, di cui sono co-autore; la foto che accompagna il post è di Enzo Bevilacqua ed è tratta dalla pagina Facebook di Livigno is magic)

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