Ho visto il sole andare a dormire

Il luogo è vicino al paese ed è facile da raggiungere, a venti minuti a piedi dal passo d’Eira e circa a metà tra lo stesso passo d’Eira e la cima del Crap da la Parè. La strada su cui si cammina è una mulattiera larga e comoda che arriva a costeggiare il monte Crapene, ripida soltanto in un paio di punti.
Poco dopo la terza breve salita, lasciando la mulattiera si imbocca un sentiero che in pochi passi porta alla statua piccola e nera di una Madonna, in uno dei punti panoramici più belli di Livigno. Da qui, seduti su una panchina, si può vedere tutta la lunga valle, dalla val Federia alla Forcola, con il bianco-grigio delle cime del Piz Paradisin e del Corn da Camp. Alle proprie spalle, invece, si vede distintamente la valle del Foscagno con la sua strada statale, mentre l’occhio viaggia fino alla Valdidentro e in particolare alle nevi perenni della Cima Piazzi.

È proprio in questo luogo allo stesso tempo vicino e lontanissimo dal paese che ieri sera ho portato mio figlio. Era già da qualche settimana che avevamo in mente di fare una breve gita insieme, solo noi due, e vedere il tramonto dall’alto di una montagna.
Così, mentre gli ultimi raggi del sole ci illuminavano il viso e inutilmente tentavano di riscaldarci – soffiava forte un vento gelido figlio del maltempo dell’ultima settimana – abbiamo cenato con una pizzetta e un dolce a testa, un pugno di mirtilli e un tè bollente che in agosto credo di non aver mai bevuto. E chiacchierando del più e del meno – per quanto si possa chiacchierare con un bambino di quasi quattro anni – ci siamo goduti quello spettacolo semplice ed eterno, silenzioso e immutabile che è il sole quando scompare dietro le montagne. Uno spettacolo capace di ravvivare ancora di più un paesaggio magnifico già di suo, anche se rotto qua e là da alcuni pessimi segni di modernità: edifici ammassati uno accanto all’altro lungo la spina dorsale del paese, scavi di enormi dimensioni che trasformeranno il terreno in altro cemento e mulattiere di media e alta montagna sempre più larghe e trafficate.

Ma la semplicità delle cose, a volte, è saper vedere quanto basta. È saper vedere l’essenziale. Per questo appena tornati a casa, quando a mio figlio hanno chiesto: “Come è andata, ti è piaciuto?”, lui ha risposto, semplicemente: “Faceva freddo, però ho visto il sole andare a dormire”.

(La foto che accompagna il post è di Enzo Bevilacqua ed è tratta dalla pagina Facebook di Livigno is magic)

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