Giocattoli che invadono il salotto

Ieri sera, seduto sul divano, fissavo inquieto i tanti giocattoli di mio figlio, che ormai hanno invaso il salotto in ogni dove. E mentre in tv scorrevano le immagini di una serie poliziesca, mi sono chiesto a cosa possa servire riempire i figli di giocattoli di ogni tipo, modello, colore, personaggio, forma, grandezza, marca se poi loro: con una scopa suonano la chitarra; con una pentola e un rastrello cucinano una torta; con un cuscino costruiscono una grotta; con fusilli e maccheroni giocano alla fattoria; con qualche sasso e un cucchiaino dirigono un cantiere; con un foglio, una
matita e una forbice disegnano e dividono il mondo. Poi, mentre in tv un poliziotto sovrappeso rincorreva un ragazzino su un monopattino, mi sono anche chiesto a cosa possano servire le ore passate a guardare cartoni animati se poi a loro: basta il solletico per ridere a crepapelle; basta leggere o raccontare una storia per incantarli; basta correre e saltare perché si divertano; basta un suono stonato per ballare e cantare; basta sguazzare in una vasca da bagno perché si sentano un pesce palla e, soprattutto, basta una frignatina perché genitori, nonni e parenti facciano qualsiasi gioco strambo che loro hanno deciso di fare.

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