Alta via della Valtellina

thomasLuoghi

Vorrei dare un piccolo contributo affinché il progetto di cammino Alta via della Valtellina venga promosso e seguito come merita.
Si tratta dell’avventura di Mattia Raimondi, ventiduenne di Tirano, che da domenica 28 giugno 2020 e per quasi un mese attraverserà le montagne di Valtellina e Valchiavenna, restando a una quota media di circa 2.000 metri di altitudine e percorrendo più di 500 chilometri.

Mattia mi ha contattato alcune settimane fa presentandomi questo suo progetto e, cosa che mi ha fatto molto piacere, dicendo che ha avuto “la spintarella” decisiva a metterlo in pratica anche leggendo il mio libro Il mio viaggio in Valtellina.
È davvero apprezzabile sapere che a un ragazzo giovane interessi conoscere meglio il territorio in cui vive, esplorare un ambiente di montagna così variegato come il nostro e, perché no, scoprire qualcosa di se stesso che prima non sapeva. E sono proprio questi i motivi per i quali ho accettato con entusiasmo di appoggiare Mattia nel suo viaggio a piedi, indipendentemente dalle scelte personali sugli scopi e sulle modalità con cui ogni viandante affronta il cammino.

Il trekking di Mattia, che collega vari sentieri già esistenti, è un percorso ad anello che cavalca le terre alte della provincia di Sondrio, con partenza e arrivo da Tirano. Un ponte invisibile che abbraccia le Alpi Retiche e Orobiche, oltre a quelle dell’Alta Valtellina, per un totale di 25 tappe con pernottamento in rifugio, in bivacco o in paese, e in alcuni casi in tenda.

Tra i luoghi da attraversare, in ordine sparso cito il mondo sospeso delle dighe di Cancano e delle torri di Fraele, i piccoli iceberg del ghiacciaio di Fellaria e il vicino lago di Gera, la Val Codera e la Val dei Ratti, le cime della Val Viola e il passo dello Stelvio, oltre a decine di valli con le tipiche baite montane, gli alpeggi, i laghi, le cascate e i boschi.
Un viaggio che – ne sono sicuro – sarà entusiasmante, faticoso e indimenticabile, e che potremo seguire sulla pagina Facebook Alta via della Valtellina. In più, se qualcuno di voi lo vorrà, potrà camminare alcuni tratti o tappe insieme a Mattia: per farlo basterà contattarlo sui social, e andare.

Mettere un piede davanti all’altro, in salita, in discesa e poi ancora in salita ci riporta alla nostra umanità più profonda” dice Mattia a pochi giorni dall’inizio della sua avventura. “Ho deciso di riscoprire la mia terra e di farlo a piedi. Percorrere l’Alta via della Valtellina è il mio regalo a tutte quelle montagne dietro casa che mi hanno insegnato a vivere.”

L’augurio per Mattia, quindi, è elementare: buon cammino!

(Le fotografie che accompagnano il post sono tratte dalla pagina Facebook di Alta via della Valtellina, dove trovate anche il dettaglio delle singole tappe.)

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