Al museo tra animali e boschi delle Alpi

L’idea di portare mio figlio in un museo non mi convinceva molto. Avevo paura di annoiarmi e soprattutto che si annoiasse lui.
Forse è meglio andare al parco giochi” mi sono detto, “oppure lasciarlo sfogare in salotto, con qualsiasi giocattolo voglia usare.” Invece…
Invece dipende dal museo che si sceglie, così non mi sono annoiato né io né mio figlio. Anche perché i due musei che abbiamo visitato – uno in Svizzera e l’altro in Italia, simili nelle proposte ma diversi nel presentarle, entrambi consigliatissimi – sono davvero adatti alla famiglia. Espongono animali che chi vive in montagna ha senz’altro già visto dal vivo, e riproducono ambienti che si frequentano abitualmente ma che spesso guardiamo senza farci caso.
Ecco perché dico che se il bambino ha almeno tre anni e se i genitori hanno ancora un minimo di capacità di meravigliarsi, annoiarsi è impossibile.

Il primo museo è a Zernez, nei Grigioni, ed è allestito al Centro del Parco Nazionale Svizzero. Nelle sue stanze si possono vivere la flora, la fauna, la storia e la natura del Parco, grazie a esposizioni permanenti o alternate, e a una sala video che regala splendide immagini della vita in alta quota.
Personalmente, del museo di Zernez mi ha impressionato la riproduzione dell’ambiente in cui vivono le marmotte, con le gallerie sotterranee che diventano tane, gli esemplari imbalsamati che si possono guardare negli occhi e le tante curiosità sul ciclo della loro vita.
A mio figlio è piaciuto in particolare un marchingegno meccanico che mostra corna di cervo di varia grandezza, oltre alla ricostruzione di un dinosauro verde scuro che – a dirla tutta – è un po’ inquietante.
Insomma, si tratta di un museo di paese che dà lustro a un territorio e a un Parco selvaggio come quello svizzero. Un museo che all’interno si dimostra essere un piccolo gioiello, nonostante l’esterno dell’edificio – un quadrato di cemento triste e senz’anima – lasci perplessi.

Il secondo museo è a Bolzano, in via Bottai, ed è il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige. Anche questo museo presenta una mostra permanente e mostre temporanee e quello che offre è innanzitutto la scoperta del paesaggio dell’Alto Adige e delle Dolomiti, con la possibilità di toccare le varie rocce che formano le montagne. Poi permette di vedere e accarezzare i tanti animali – sempre imbalsamati – che vivono sulle Alpi e osservare da un vetro il bellissimo diorama che riproduce un bosco in cui incantarsi a riconoscere la fauna e la flora che lo abitano.
L’ultima stanza del museo, però, mi ha un po’ sorpreso: si tratta di un grande acquario di barriera corallina. Mi ha sorpreso e in parte spiazzato perché non mi aspettavo di imbattermi in pesci che potresti vedere facendo snorkeling ai Caraibi. Non dico che non mi sia piaciuto, sia chiaro. Mi ha solo confuso.
Mio figlio, invece, non ha avuto dubbi. Mi ha detto che la cosa che più gli è piaciuta del museo di Bolzano – proprio insieme all’acquario – è stata vedere da ogni angolazione il giovane orso imbalsamato in bella posa accanto a un tronco d’albero, ascoltare la sua storia e capire come sia finito lì. Poi, una volta usciti, mi ha subito chiesto di portarlo in un parco giochi.

(La foto che accompagna il post è tratta del sito del Parco Nazionale Svizzero)

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