7. Monte Argentario: mini viaggio in Italia

C’erano insetti, tanti insetti: ragni di varie forme, mosche, moscerini, cicale, zanzare di ogni dimensione, formiche e qualsiasi altra cosa con ali piccole o con zampette multiple e sottili. E lungo le pareti del cortile c’erano gechi, tanti gechi bianchi, quasi trasparenti. Oltre a due cani sempre liberi e a un gallo con galline al seguito.

Così, dopo un primo istante di sbigottimento – perché insieme a tutto questo c’era anche molta afa e umidità, talmente tanta da immaginare già le lenzuola appiccicose che ci avrebbero accolto a tarda sera e i vestiti bagnaticci che avremmo indossato il giorno seguente – non abbiamo impiegato molto ad ambientarci, consapevoli che in un vero agriturismo non potevamo che trovare questo (insieme però a una campagna immacolata, a un panorama da cartolina, a un immenso prato verde dove giocare con nostro figlio, a ottimo cibo locale, a simpatia e disponibilità).
Quindi, un sorriso umido ma sincero ci è subito spuntato sulle labbra e abbiamo iniziato a goderci questo angolo di Toscana che conoscevo solo di nome: Monte Argentario. Una piccola penisola (o un’isola che non c’è) fatta di mare di un bel blu limpido, di spiagge con sabbia fine, sassolini o scogli, di montagne adatte al trekking e alla mountain bike, di borghi antichi, fortezze e torri, di brevi tratti di lungomare per passeggiare guardando le onde e i pescherecci che rientrano al porto.

Una varietà incredibile di cose da scegliere e da fare, una scoperta sorprendente di un luogo che non delude. Questo è Monte Argentario, che per molti aspetti mi ha ricordato la Sardegna, anche se in scala ridotta: natura selvaggia, mare incantevole, calette da scovare dopo discese ripide tra i boschi e le rocce, lunghe spiagge libere, lidi attrezzati, piccoli paesi da visitare con calma (Porto Santo Stefano e Porto Ercole i due comuni principali) e una laguna protetta dal WWF.

È per questo che stamattina, mentre dal finestrino dell’auto scorrevano le uscite per Grosseto, Siena, Firenze, Bologna e Modena, gli insetti, l’afa, l’umidità e le tante bellezze dell’agriturismo e soprattutto dell’Argentario un pochino già mi mancavano.
Ma in fondo sono fortunato, perché appena arrivato alla nuova e ultima destinazione del mini viaggio in Italia, mi ha accolto un’afa incredibile, subito seguita da un classico temporale estivo che ha portato nuova umidità e un sacco di insetti, tra cui naturalmente tante piccole zanzare di colore chiaro, affamate e insistenti. Davvero fortunato. O no?

(Nella foto che accompagna il post: veduta dall’alto dell’Agriturismo Monte Argentario)

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