6. Palinuro: mini viaggio in Italia

Risalgo la Calabria a nord-ovest, attraverso le sue colline dolci e verde chiaro, tutte coltivate. Entro in Basilicata e poco dopo in Campania, dove invece le colline diventano più alte, a punta, sembrano quasi montagne, e la vegetazione è fitta fitta e verde scuro.
Da una ventina di chilometri sto guidando su una strada statale ripida, tutta curve. Sono nel Parco Nazionale del Cilento, in provincia di Salerno, e sto scendendo verso Palinuro, uno dei tanti paesi della zona affacciati sul mare. Dico affacciati perché il centro di Palinuro, gli hotel e i ristoranti sono in alto e non sono che terrazze per guardare il mare là sotto, un centinaio di metri più in basso.
Non conoscevo questa parte d’Italia, è stata una piacevole sorpresa. A dire il vero non ero mai stato nemmeno in Campania, se non a Napoli per un paio di giorni di diversi anni fa.

A Palinuro ci sono gli scogli e c’è la sabbia fina, ci sono i granchi e l’acqua del mare è limpida e pulita. Se ti tuffi puoi vedere i pesci nuotare attorno alle tue gambe.
Finalmente, soprattutto grazie al tempo che è migliorato, possiamo goderci due giorni interi in spiaggia. Oddio, godere è una parola grossa, perché ci sono sempre due bambini da seguire: uno che è scatenato sia in acqua – voglio fare i tuffi, i tuffi! – sia sulla sabbia – voglio riempire il secchiello e poi svuotarlo! – e l’altra che prima deve mangiare e poi deve dormire – e quando si addormenta tempo mezz’ora ed è già ora di mangiare un’altra volta. Il risultato? In spiaggia mi diverto, ma non posso più leggere, proprio non mi è possibile. Se durante le scorse vacanze riuscivo a divorare anche tre, quattro romanzi in pochi giorni, in queste due settimane ho letto soltanto poco più della metà del libro per ragazzi di Davide Morosinotto, Il rinomato catalogo Walker & Dawn.
Però negli occhi ho un bellissimo mare – caldo nonostante il periodo, e salato! – e una natura selvaggia affascinante come poche altre. E nella mente ho il ricordo della gita in barca alla grotta azzurra, dove l’effetto del riflesso del sole sul fondo dà all’acqua un colore stupefacente.

Unica nota stonata: gli hotel, i ristoranti e i bar sembrano ancora fermi agli anni Novanta, sia in fatto di qualità sia di mentalità. I prezzi sono un poco alti rispetto ai servizi e all’offerta, e nell’aria annuso in continuazione l’odore tipico dei posti in cui cercano sempre di fregare qualcosina in più al turista, proprio come decine d’anni fa, quando i tempi erano migliori per tutti.
Nota di costume: nel nostro residence alloggiano tre coppie di trentenni con figli al seguito che sembrano uscite dalla serie Gomorra. È davvero divertente e istruttivo vederle muoversi e sentirle parlare, proprio come se stessi guardando la tv.

(La foto che accompagna il post è tratta dal sito di Capo Palinuro)

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