4. Attesa. Diario da una vigna

thomasLuoghi

Mercoledì 21 aprile 2021

C’è poco da fare: la natura comanda sempre; e anche se l’uomo si ostina e si ingegna per domarla, lei spesso non si lascia sopraffare.
È per questo motivo che, fin dai primi giorni di aprile, la squadra operai di Plozza è in attesa. Sta aspettando lo sviluppo della vegetazione e l’arrivo del caldo, perché dopo il gelo inaspettato e il conseguente abbassamento delle temperature, si è bloccato il ciclo naturale di crescita della vigna.
In queste ultime settimane, perciò, gli operai stagionali sono rimasti a casa; nei vigneti valtellinesi di Plozza, tra Tirano e Sondrio, ci sono andati solo i cinque o sei operai con contratto annuale. Tuttavia, visto l’obbligo di rimandare le mansioni abituali del periodo, questi ultimi si sono occupati di cose non proprio urgenti, quasi a far passare il tempo e a giustificare la paga.
Alcuni operai sono stati in vigna a fare pulizia, hanno rastrellato i terreni per raccogliere rami e foglie e poi hanno concimato i vigneti migliori e più redditizi con una mistura di azoto, fosforo e potassio; gli altri operai, invece, hanno passato le giornate in cantina, a imbottigliare il vino già pronto.

La lenta crescita dei tralci

In merito al clima invernale tornato a sorpresa tra fine marzo e inizio aprile, da quanto mi ha riferito Andrea – il capo operaio – alle vigne è andata bene. Molto meglio che, per esempio, ai meleti.
Infatti, le prime sono quasi tutte a mezzacosta, mentre i secondi sono quasi tutti a fondovalle. E il freddo insieme all’umidità hanno gelato i germogli a bassa quota e risparmiato quelli a quote più alte, dove l’umidità non è arrivata – o quantomeno non a sufficienza da causare guai irreparabili.
Anche se, a dire il vero, nella vigna della Gassa di Villa di Tirano dove mi trovo in questa tarda mattina soleggiata, ci pensano i caprioli a fare danni.
È sempre lo stesso” dice Andrea. “Ogni anno viene qui di notte e mangia i germogli appena cresciuti.”
Mi indica alcune vigne poco più in alto rispetto a dove siamo noi e poi sorride, divertito e rammaricato in egual misura: “Alcuni giorni fa è passato. Ha assaggiato qualche germoglio che darà i nuovi tralci, ma evidentemente per lui non erano ancora buoni. Tornerà di sicuro. Quando saranno più gustosi si farà un bello spuntino e noi, come al solito, non ci potremo fare niente”.
L’anno scorso gli operai hanno appeso ai pali adiacenti al bosco alcuni barattoli, per tentare di impaurire e dissuadere i caprioli dall’accedere alle vigne. Non è servito. I selvatici non si abbassano più di tanto verso il fondovalle e stanno attenti a non rimanere troppo allo scoperto; i barattoli in latta non hanno sortito alcun effetto.

I barattoli per dissuadere i caprioli

Al vigneto della Gassa ci si arriva in automobile affrontando una breve salita tra le classiche stradine strette di mezzacosta, dopo essersi lasciati alle spalle la trafficata e rumorosa statale 38.
È una vigna ripida, impervia e pericolosa, dove gli scalini per accedere ai vari livelli dei terreni terrazzati si mimetizzano alla perfezione con i muri a secco. Sia Andrea sia Christian, più di una volta, hanno rischiato di farsi male sul serio dopo essere caduti dai muri, per una svista o uno scivolone. Per fortuna se la sono cavata solo – si fa per dire – con enormi botte, qualche escoriazione e alcuni giorni di convalescenza trascorsi a casa a far passare il dolore e a dimenticare lo spavento.
Succede anche questo in vigna: gli incidenti sono all’ordine del giorno. Come a ribadire che, nella realtà, lavorare quassù è tutt’altra cosa rispetto all’immaginario comune fatto di romanticismo, poesia e amore per il buon vino.

Attesa. Come detto, è questa la parola che contraddistingue il periodo. Anche se, a quanto pare, un po’ di pioggia primaverile, il caldo e la bella stagione sembrano davvero alle porte.
Probabilmente, settimana prossima il lavoro riprenderà a pieno regime, la squadra sarà al completo e gli operai potranno legare il ramoscello al primo filo dei filari. Perché d’ora in poi, se davvero le temperature si alzeranno di giorno e soprattutto di notte, la vigna crescerà in fretta. E, secondo quanto mi racconta Andrea, inizierà l’esplosione della vegetazione.

CONTINUA…

(Le immagini che accompagnano il post sono mie e, naturalmente, sono state scattate in Valtellina, nelle vigne della casa vinicola Plozza)

Leggi anche i post precedenti:
3 Lontananza. Diario da una vigna
2 Sole. Diario da una vigna
1 Rinascita. Diario da una vigna
Diario da una vigna

I muri a secco nella vigna della Gassa

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