3. Termoli: mini viaggio in Italia

Con un pugno in faccia, il Sud mi colpisce sempre per le sue enormi contraddizioni. E anche Termoli, in Molise – terza tappa del mini viaggio in Italia – non fa eccezione.
La città, dalla periferia fino alle zone centrali, è un insieme di degrado, sporcizia, incuria, abbandono. Ci sono strade con buche più profonde di quelle della statale del Foscagno. Ci sono edifici scalcagnati e nudi che sembrano crollare da un momento all’altro. C’è vegetazione ovunque, sia a lato strada e sia nella strada stessa, che cresce dentro, fuori, sopra e sotto i muri delle case diroccate. E ci sono spiagge e campi e giardini pieni zeppi di rifiuti, e luoghi innocenti trasformati in discariche.
Ma poi, d’un tratto, il Sud ti butta addosso – e anche Termoli non fa eccezione – uno scorcio di mare meraviglioso, una terrazza affacciata sulla campagna, una piazzetta d’altri tempi, il viale dello struscio che faresti avanti e indietro cento volte, il centro storico curato e pulito, quasi romantico per come è protetto dalle sue mura, il clima di maggio che ti scalda il cuore e, appena il sole si nasconde dietro una nuvola, ti rinfresca le idee. E, naturalmente, gli odori e i sapori di cibo che annusi e assapori soltanto quaggiù: un piatto di paccheri allo scoglio, un’insalata di mare, una scamorza tartufata, un gelato al pistacchio.
Se poi cambi regione e vai in Abruzzo per una breve gita a Vasto, come abbiamo fatto noi in un tardo pomeriggio, la situazione non cambia. Le contraddizioni restano intatte: la statale che ti porta in città è devastata – chissà da quanto tempo! – il degrado prospera e la sporcizia ti assale, ma il centro storico è splendido e dall’alto il panorama ti fa dimenticare tutto quanto.

Poi, rispetto alla tappa precedente di Ravenna, per esempio, ci sono due cose che mi sono subito saltate all’occhio: l’assenza di biciclette e l’assenza di librerie (a proposito di libri, in questa vacanza sto leggendo un romanzo per ragazzi di Davide Morosinotto, Il rinomato catalogo Walker & Dawn, una bella storia d’avventura e amicizia). Forse non le ho viste io e mi sono sfuggite, oppure c’è qualcosa che non quadra. Ma credo che – insieme ad altro – la presenza o meno di biciclette e librerie siano un buon indicatore per capire qualcosa in più di una città.

Invece, il dubbio che ci portiamo appresso fin dalla partenza io e mia moglie (sarà una vacanza folle e faticosa con troppi spostamenti?) ha trovato una risposta parziale: forse no, non sarà una vacanza folle, perché siamo persino riusciti a rilassarci qualche ora, in spiaggia e in piscina. E quindi via, eccoci di nuovo in viaggio, in direzione Matera, dove siamo arrivati in tre ore scarse, metà passate in autostrada e l’altra metà in strade di campagna in mezzo al nulla, scenografiche e tranquillizzanti.
Ora siamo pronti a macinare chilometri a piedi tra i ciottoli e gli scalini della città dei sassi.

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