1. La partenza: mini viaggio in Italia

È notte e non sono abituato a guidare con il buio che avvolge tutto. Vedo a malapena il profilo delle montagne, anche se in questi primi chilometri di viaggio più che alle montagne devo stare attento alla strada e a ciò che la circonda. Devo stare attento alla selvaggina che sicuramente sbucherà dal bosco: nella prima mezz’ora incrocio ed evito una volpe, una famiglia di caprioli, un cervo e una piccola lepre.
I bambini dormono beati, ed è proprio per proteggere il loro sonno che siamo partiti alle tre e mezzo di notte. Mia moglie Luana invece è sveglia e vigile, anche lei con gli occhi sbarrati a vedere che cosa ci porta il bosco. Non parliamo, il silenzio della notte non invita al dialogo. Se dobbiamo dire qualcosa, lo diciamo a bassa voce.

Dopo aver lasciato Livigno alle spalle ed essere entrati in Svizzera, scendiamo verso l’Alto Adige. Attraversiamo l’infinita e tortuosa val Venosta, con le sue migliaia di meli non ancora fioriti e i suoi piccoli paesi abitati da artigiani, e finalmente arriviamo a Merano. Da qui in poi ci sono solo autostrada, camion e vegetazione, e le montagne che un poco alla volta diventano più basse, fino a scomparire.
Ora anche mia moglie dorme. Alzo solo di un poco il volume dell’autoradio e a ritmo lento e assonnato vedo scorrere Bolzano, Trento – quando ci arrivo mi accoglie l’alba – Rovereto, Verona – dove inizia a piovere – Mantova, Modena e Bologna – dove c’è il sole – e dopo un paio di soste e un’altra ora abbondante di strada eccoci arrivati a destinazione.

Apro il finestrino e sento l’odore del mare, mi sembra perfino di vedere il riflesso dorato della spiaggia, laggiù oltre la pineta. Mi sento come una marmotta che esce dal letargo, mette il muso fuori dalla tana, annusa l’aria e scruta le cime delle montagne ancora innevate. E poi decide che è arrivato il momento di lasciarsi l’inverno alle spalle, di aspettare l’estate godendosi la primavera.

Portiamo i bagagli nella stanza dell’hotel, decidiamo di stare in spiaggia fino a pranzo e di visitare la città nel pomeriggio. La vacanza può davvero iniziare. Siamo vicini a Ravenna, la prima tappa del nostro mini viaggio in Italia. Esco un momento in terrazza e lì, tre piani sotto, vedo la mia auto parcheggiata a bordo strada, coperta da un velo di sabbia portata dal vento. Allora ho la conferma che, sì, oltre la pineta c’è davvero la spiaggia.

(La foto che accompagna il post è di Enzo Bevilacqua, tratta dalla pagina Facebook di Livigno is Magic)

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