“Uomini e topi” di Steinbeck

Che scrittura, che dialoghi, che realismo! E anche se il finale è tragico, ci si affeziona ai personaggi di questo romanzo come in poche altre storie.

Uomini e topi di John Steinbeck (Bompiani), è il racconto dell’amicizia profonda tra due uomini che lavorano come braccianti stagionali nella California di inizio Novecento. Sono George e Small, il primo che si occupa del secondo, perché Small ha il cuore e la mente di un bambino nonostante la mole imponente e la forza bruta.
Il progetto dei due amici – raccontato magistralmente da Steinbeck, premio Nobel della Letteratura nel 1962 – è tanto semplice quanto irrealizzabile: trovare qualche acro di terra da coltivare, dove allevare maiali e conigli.

Uomini e topi – segnalo anche la versione in audiolibro, che personalmente ho ascoltato, e il film del 1992 con John Malkovich – è il ritratto di un’America soffocata dalla crisi, lontanissima dal sogno americano da inseguire solo nelle grandi città.
Un ritratto fatto di solitudine, sconfitta, speranza e delusione. Ma, soprattutto, una storia ricca di bellissimi dialoghi, un piccolo gioiello di scrittura per uno dei libri più letti e amati nel mondo.

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