Un anno dopo “Il mio viaggio in Valtellina”

thomasLibri

L’anno scorso, proprio in questi giorni, usciva il libro Il mio viaggio in Valtellina. Un reportage pubblicato da Lyasis edizioni sul lungo cammino tra montagne e borghi della terra in cui vivo, affrontato in poco più di due settimane nel maggio del 2019 per un totale di 400 chilometri.
Un’esperienza forte e indimenticabile che, insieme a un percorso interiore iniziato alcuni anni fa, ha contribuito a cambiare per sempre il mio modo di vedere le cose della Valtellina e del mondo: infatti, viaggiare a piedi significa scoprire i dettagli della vita che viviamo e dei luoghi che ci circondano.

Se ancora non l’avete letto e volete farlo, il libro è disponibile e ordinabile sia nelle librerie fisiche di tutta Italia sia negli store online, a cominciare dal sito dell’editore. E se poi vorrete darmi il vostro parere, potete contattarmi dall’apposita pagina di questo blog.

Di seguito riporto l’introduzione al racconto presente nel libro, che spiega le ragioni che mi hanno spinto a organizzare questo viaggio e da dove è arrivata l’ispirazione.

Mi ero ripromesso che prima o poi avrei affrontato un lungo cammino in montagna e non soltanto escursioni di uno o due giorni. A ispirarmi erano stati libri e film, oltre alle testimonianze dirette di chi aveva percorso alcuni dei cammini più conosciuti e battuti al mondo.
Senza andare lontano, ho scelto di viaggiare a piedi attraverso la Valtellina, la terra in cui sono nato e cresciuto, e che conoscevo troppo poco.
Mi sono portato uno zaino, un po’ di preoccupazione e tante aspettative. Il resto – natura, storia, bellezza e solitudine – c’era già.
In diciassette giorni ho camminato in alta quota, a mezzacosta e nel fondovalle. Su prati, neve, sterrato, terra e asfalto. Accanto ai fiumi, nei boschi, ai piedi delle montagne, in borghi e cittadine.
L’ho fatto con l’occhio attento e curioso del viandante, di colui che ha un punto di vista privilegiato sulle cose, che può rallentare, fermarsi e stupirsi. Che ha il lusso di poter perdere tempo senza l’obbligo di arrivare a destinazione in orario.
Ho ascoltato le storie delle persone incontrate e ho raccontato le mie. Ho accettato i dolori del corpo e i pensieri della mente, la felicità e lo sconforto.
Nel silenzio del cammino ho trovato qualcosa di me stesso che non conoscevo. Ho subìto una piccola metamorfosi e ho messo in ordine la coscienza. E in parte ho intuito qual è la vera anima della Valtellina.
Ogni sera, prima di abbandonarmi al riposo, ho scritto su un taccuino i miei pensieri, le mie emozioni e le mie scoperte.
Adesso, il diario di quest’esperienza è nelle tue mani.

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