Tanti auguri libreria La Botia Noa!

Era l’1 dicembre del 2007 quando varcai la porta della libreria La Botia Noa per il primo giorno di apertura. Era un sabato freddo e soleggiato e, tra mille timori e altrettanti stimoli, iniziai la mia avventura nel mondo dei libri.
Alle spalle non avevo nessuna esperienza nel settore, se non una forte passione per la lettura e la scrittura che mi aveva permesso di “spiare” e prendere spunto dalle tante librerie visitate, oltre a conoscere meglio le proposte degli editori italiani.

Da quella mattina, insieme a mia mamma, mi buttai a capofitto nel nuovo lavoro, cercando di imparare in fretta e sfruttare al meglio i 20mq di spazio che, inizialmente, avevamo deciso di dedicare ai libri. Solo se le cose fossero andate bene nei tre, quattro anni a venire avremmo destinato alla libreria l’intero piano del negozio, e per fortuna fu così. Nel maggio del 2011 “la mezza libreria” – così la chiamavo all’epoca – si trasformò in una vera e propria libreria di paese di 55mq, con due tonalità di grigio nell’arredamento a testimoniarne la serietà e il rosso smaltato delle colonne centrali a trasmettere vitalità e leggerezza.
Nel novembre del 2013 decidemmo poi di completare l’opera e di espandere la libreria anche ai 30mq del piano interrato. Ormai i libri avevano invaso tutto lo spazio del negozio, oltre alla mia vita.

Da allora sono passati 11 anni e il lavoro quotidiano, i lettori incontrati, la scuola per librai frequentata, i piccoli eventi organizzati, gli scrittori e gli editori conosciuti mi hanno fatto crescere più di quanto mi sarei aspettato. E naturalmente in meglio, perché i libri e tutto ciò che ci gira intorno hanno questo potere: migliorare le persone.
Ecco perciò che mi va di ricordare e ricordarmi le prime presentazioni di romanzi con Stefano Valenti e Giovanni Cocco, l’amicizia nata con Silvia Montemurro, l’incontro prima virtuale e poi reale con Alessandra Selmi, la genuinità dell’alpinista-contadino Giuseppe Alippi, la gentilezza di Enrico Camanni, i laboratori per bambini proposti a scuola con Davide Ruffinengo, Silvia Bonanni e Alberto Galotta, la pubblicazione della mappa in rilievo Livigno e dintorni, il successo delle nostre Letture a merenda estive, l’arrivo della Bici dei Libri, la distribuzione a noi affidata di due guide di Livigno edite da Lyasis, una storico-turistica e l’altra escursionistica.
Un insieme di cose che hanno lasciato un segno indelebile nella mia vita e, spero tanto, anche in quella dei lettori e dei bambini che hanno deciso di dare fiducia alla nostra libreria.

Certo, sono pur sempre un piccolo libraio e un piccolo commerciante, quindi non nascondo che le difficoltà persistono; che l’indifferenza di buona parte del pubblico e del privato nei confronti della cultura e dei libri mi infastidisce; che là fuori la maggioranza della società è insensibile al fascino e all’importanza dei libri; che il decadimento di una grossa fetta dell’editoria oscura la qualità del lavoro di una minoranza di editori e scrittori; che in fondo le librerie di paese e di quartiere sono come il piccolo Leo, un bambino ingenuo e coraggioso che mentre passeggia nel bosco viene mangiato da un Inghiottone dei boschi, a sua volta mangiato da uno Gnammete alato, a sua volta mangiato da un Acchiappone marino, a sua volta mangiato da uno Slurpante spinato, a sua volta mangiato da uno Zompone dai denti a sciabola. Un bambino ingenuo e coraggioso liberato solo grazie all’iniziativa della sorella Sara che, facendo ingoiare una Rana Singhiozzina all’Inghiottone dei boschi, provoca ai mostri una catena di rutti, così Leo può tornare a casa sano e salvo (trama di Ti mangio di John Fardell).

Ma nonostante tutto, nonostante i mostri che mangiano i piccoli librai ogni giorno e i rutti che ridanno loro la libertà, la passione per i libri, per la lettura e per la scrittura è sempre ben radicata in me, perciò cerco di non dare troppa importanza alle cose negative che ho elencato qualche riga fa.
È vero, come per tutti i lavori la ripetitività delle azioni a volte stanca e minaccia l’entusiasmo e, personalmente, il passare la giornata tra quattro mura mi pesa sempre di più. Oltretutto da qualche tempo sento distintamente il richiamo di nuove sfide, nuovi stimoli, nuovi stili di vita, nuovi sentieri da tracciare, ma quando questo richiamo diventerà irrinunciabile – tra due, cinque o dieci anni, chissà – affronterò la questione di petto. Anche perché adesso quello che conta è solo il presente, è la stagione invernale che incombe, è il futuro immediato della libreria.
Quindi inutile dilungarsi ancora, meglio arrivare al dunque: tanti tanti auguri per i tuoi 11 anni, libreria La Botia Noa!

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