Salvate le Alpi!

Nei mesi scorsi ho letto queste due cose, due teorie che hanno un titolo chiaro e tondo: Salvate le Alpi e La nuova vita alle Alpi. Di queste due teorie – sono due libri – qualcosa ci ho capito e mi è anche sembrato che stanno in piedi senza far fatica.

La teoria del primo libro, che si chiama Salvate le Alpi, dice che “le nostre montagne stanno diventando un unico immenso parco giochi a pagamento, luogo di un turismo indifferente e distratto, il cui decadimento è legato all’impeto del gregge umano”.
La teoria del secondo libro, che invece si chiama La nuova vita delle Alpi, dice che in montagna “occorre inventare un modello di sviluppo che sappia conciliare la difesa dell’ambiente con le ragioni dell’economia, la specificità alpina con il turismo, la tradizione con la modernità”.

Ecco, questi due libri – che dicono tante altre cose eh, non solo due frasi, danno pure tantissime soluzioni che sembrano persino fattibili – dicevo queste due teorie hanno addirittura più di quindici anni e le hanno pensate due uomini come si deve, mica due montanari qualsiasi come me.
Sono due uomini che si chiamano uno Reinhold Messner e l’altro Enrico Camanni, che poi tra l’altro sono montanari anche loro, mica due marinai qualsiasi – per dire – e che perciò sanno quello che dicono, perché in montagna ci vivono quasi tutto l’anno da tutta una vita.

Comunque, a parte la cosa delle due teorie, quello che io volevo dire, dopo tutte ‘ste parole a vanvera, io volevo solo dire che qui, nel mio paese – io abito a Livigno – a me sembra che su questi temi siamo rimasti molto indietro. E se mi volto mi sembra quasi di vedere, là in lontananza, dietro la montagna – ma sono miope, non sono sicuro – là in fondo mi sembra di vedere i nostri nonni un po’ preoccupati, perché nessuno li sente e li ascolta.
Mi sembra di vederli che si sbracciano e urlano a squarciagola con tutta la forza rimasta e che cercano di attirare la nostra attenzione: “Ehi, sveglia!” stanno gridando. “Siete indietro di almeno quindici anni! Forza, salvate le Alpi!”.

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