“Fuga dal Campo 14”, un reportage

Notizie incredibili da un altro mondo. Così si potrebbe riassumere il libro Fuga dal Campo 14 del giornalista statunitense Blaine Harden, edito da Codice: la storia dell’unico uomo nato in un campo di prigionia della Corea del Nord a essere riuscito a scappare.

Il protagonista di questo racconto capace di togliere il sonno anche a chi pensa di avere già sentito tutto – perlomeno a chi ancora soffre e si indigna per la situazione in cui sono costrette a vivere alcune popolazioni – è Shin Dong-hyuk, nato nel segretissimo Campo 14.
L’esistenza quotidiana di Shin – classe 1982 – è fatta di fame, violenza, torture, lavori forzati e paura. Non può fuggire, visto che il Campo 14 – grande quanto Los Angeles – è circondato da una recinzione elettrificata, e ovviamente può solo ubbidire e sottomettersi alle guardie. Ma Shin non conosce nulla di ciò che c’è al di fuori del luogo in cui è costretto a vivere, ed è a tutti gli effetti uno schiavo del regime. Non è in grado di immaginare una realtà diversa da quella che lui considera la “normalità” e non ha la minima idea di quali privazioni sia costretto a subire.
Finché un giorno, a ventitré anni, Shin riesce a fuggire dal Campo 14 e dalla Corea del Nord – grazie all’aiuto di un compagno che tenta la fuga con lui e che gli aveva raccontato di quello che c’è fuori – e ad arrivare a piedi in Cina, e poi da lì in America.

Fuga dal Campo 14 è un reportage accurato e di facile lettura – almeno per quanto riguarda la scrittura, perché il contenuto e la realtà descritta sono drammatici. Soprattutto, è una lettura fondamentale per chi vuole conoscere un mondo da cui filtrano pochissime notizie – su questa vicenda è stato girato anche un documentario, Camp 14. Total Control Zone; è una lettura per chi non vuole chiudere gli occhi di fronte a un campo di prigionia che rinchiude tra i centocinquanta e i duecentomila prigionieri; ed è una lettura per chi crede davvero che “lo scopo delle nostre vite dovrebbe essere quello di andare nei luoghi dove non ci sono né amore né felicità”, come ha dichiarato Shin – e a questo proposito vi consiglio di leggere anche una sua bellissima intervista sul Corriere della Sera, con fotografie e immagini.

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