Chiusura della libreria La Botia Noa

thomasLibri

Sì, è tutto vero. A febbraio 2021 inizia il fuoritutto e ad aprile dello stesso anno chiuderemo i battenti. Questa è l’ultima stagione invernale di apertura della libreria La Botia Noa, nata a Livigno nell’ormai lontano dicembre 2007.

A quell’epoca, in famiglia, avevamo discusso a lungo se intraprendere o meno quest’avventura, dato che si trattava di un salto nel vuoto.
Il nostro scopo era, prima di tutto, fare un lavoro che ci piacesse e ci stimolasse davvero, dopo vent’anni di gestione di un negozio di prodotti extradoganali in grado di farci guadagnare di più ma, appunto, di darci meno soddisfazioni.
In secondo luogo c’era la motivazione di dare il nostro piccolo contributo per migliorare l’offerta commerciale di Livigno – vendere libri è, al di là dell’aspetto romantico e della sua funzione culturale e sociale, un commercio – puntando però su un oggetto di contenuto, capace sia di intrattenere sia di ampliare la conoscenza del mondo da parte delle persone.
Alla fine di quel lungo pensarci su, ci siamo convinti e abbiamo aperto la libreria La Botia Noa sfruttando anche un notevole vantaggio, per il quale non smetterò mai di ringraziare i miei nonni: uno spazio commerciale di proprietà ubicato in centro paese; una vera fortuna, un aspetto che ha sempre mitigato le nostre preoccupazioni economiche, dato che tra margini di guadagno ridotti, spese ordinarie e numero di lettori che in Italia sono una minoranza non è scontato tenere in piedi una libreria.
Ma, sia chiaro, di questo non ci siamo mai lamentati e, fin dall’inizio, quasi tutto è girato nel verso giusto, tanto che nell’estate 2011 abbiamo rinnovato il locale e nell’autunno 2013 abbiamo esteso la libreria al piano interrato, per avere uno spazio da dedicare alle presentazioni con autore e ad altri eventi.

Proprio per questo, come potete immaginare, la nostra decisione è stata difficile da prendere e, se volete, anche coraggiosa, così come in egual misura lo era stata quella di aprire la libreria.
Intanto, per sgomberare il campo da illazioni, diciamo subito che, fortunatamente, non chiudiamo per problemi economici. Lo facciamo per una precisa scelta di vita e non certo a cuor leggero: la libraia Maura va in pensione, si dedicherà ai nipoti e ad altre faccende quotidiane; invece io – il libraio Thomas – ho l’intenzione di inseguire nuovi sogni che mi sarebbero preclusi restando tra le mura della libreria, dove mi sentivo ingabbiato avendo quasi ogni mansione sotto la mia responabilità e dovendoci passare sette, otto ore al giorno per quasi tutta la settimana, festivi compresi.
Insomma, intuivo che il “sentiero” di libraio intrapreso a trentuno anni – dopo aver lavorato per circa sei anni come giornalista pubblicista – stava arrivando a un bivio; avvertivo che per me era arrivato di nuovo il tempo di svoltare, provare sensazioni fresche, tentare altre sfide, soddisfare curiosità represse e soprattutto riconquistare il tempo che il negozio mi ha sottratto, e dedicarlo ad altre cose: la scrittura, la famiglia, il viaggio, la natura. Vedremo se ci riuscirò davvero…

Ecco, sono questi i motivi principali che mi hanno portato qui, a oggi, ai quali aggiungo anche il bisogno di svincolarmi almeno in parte da un modello di società, di turismo, di commercio e dunque di paese di cui oggi condivido pochi valori.
Ringrazio perciò tutti i lettori, gli scrittori, gli editori, i fornitori, gli agenti – molti dei quali diventati amici – che hanno frequentato la libreria e ci hanno supportato in questi tredici anni di attività: non vi dimenticheremo mai.
E state tranquilli: anche se in un modo diverso dal passato, proporrò ancora iniziative con protagonisti i libri. Che sia come scrittore, ex libraio, semplice lettore o con qualunque formula mi verrà in mente, continuerò a lavorare in questo settore. La passione non si può spegnere così, con un clic. In fondo quello dei libri è il mio mondo e, nonostante il differente approccio, lo sarà per tanto tempo.

Se volete avere maggiori informazioni sulla liquidazione totale dei libri e degli altri prodotti in libreria, vi rimando al sito di La Botia Noa, dove trovate le date, la scontistica, le condizioni e le notizie pratiche su come e quando chiuderemo.
Prima di concludere, però, vorrei fare un augurio e un appello: l’augurio è per il coffee shop della torrefazione KÀfe – il caffè di Livigno, che si insedierà al nostro posto a partire dall’estate; l’appello è perché qualcun altro decida presto di aprire una libreria in paese: nel caso sono disponibile a dare una mano con la mia esperienza e i miei contatti.
Più che un appello, un auspicio. Perché Livigno, con la sua apparenza sfrenata, i suoi mille artifici e il suo “pensiero unico” tutto incentrato sui numeri di presenze nella località e i guadagni economici da accrescere, ha davvero bisogno di una buona libreria. Altroché se ne ha bisogno.

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