5 titoli sull’inverno e sul gelo

Passata la metà di febbraio, io svolto: per quanto mi riguarda l’inverno è finito. È vero, se guardo il calendario c’è ancora un mese abbondante prima dell’arrivo della primavera, ma l’allungarsi delle giornate, l’innalzamento delle temperature, l’inizio dello scioglimento della neve mi dicono che l’inverno è – quantomeno – quasi alle spalle. E non amando questa stagione, per me è un sollievo.

Può darsi che nevicherà ancora e che torneranno le temperature rigide, soprattutto in un luogo d’alta montagna come Livigno. Ma non c’è paragone con l’aria che respiro a dicembre, non c’è più quel sentimento di sconforto, quasi delusione, che mi assale quando devo affrontare un lungo inverno. A metà febbraio intravedo il caldo, la speranza, sento il profumo dell’estate benché effettivamente l’estate sia ancora lontana.

Quindi, proprio perché manca ancora un mese abbondante alla primavera – calendario alla mano siamo, appunto, ancora nella stagione fredda – ecco 5 titoli di libri per godersi l’attesa del caldo e capire meglio come affrontare il prossimo inverno. Quello che arriva ogni dicembre senza tardare mai.

Roberto Casati, La lezione del freddo, Einaudi. Tra la narrativa e il reportage, il libro vincitore del Premio Itas del Libro di Montagna 2018 racconta l’esperienza dell’autore una volta trasferitosi con la famiglia nel New Hampshire, Stati Uniti. Dove il freddo dell’inverno diventa un’avventura estrema, affrontata da Casati con la praticità dell’uomo di casa e lo sguardo del filosofo.

Alessandro Vanoli, Inverno. Il racconto dell’attesa, Il Mulino. In questo saggio, l’autore ci parla di una parte profonda della storia umana: le grandi glaciazioni, la lotta per la sopravvivenza, l’idea di rinascita. E inseguendo l’inverno nei secoli conosciamo cacciatori, ritirate militari, monasteri gelidi, il tutto nella stagione ovattata che continua a sollecitare il nostro immaginario.

Adam Gopnik, L’invenzione dell’inverno, Guanda. Pare che sull’argomento “inverno” sia stato detto tutto, ma il giornalista statunitense Gopnik riesce a trattarlo in maniera originale. Così scopriamo come – nel corso dei secoli – l’uomo si è posto nei confronti dell’inverno, nel Medioevo soltanto stagione buia e gelida poi dall’Ottocento periodo romantico di svago e di viaggi intensi.

Alfred Lansing, Endurance, Tea. Avvincente come un romanzo, il libro di Lansing ricostruisce una delle imprese più straordinarie, un’avventura in cui i protagonisti furono il coraggio e la resistenza: l’incredibile viaggio, nel 1914, di sir Ernest Shakleton verso il gelo e il ghiaccio del Polo Sud, da Londra all’Antartide.

Simone Moro, Siberia -71, Rizzoli. Nel 2018 il famoso alpinista bergamasco ha portato a termine l’impresa, la più emblematica, della sua carriera. Moro si è intimamente confrontato con la Natura, con il freddo e con l’esplorazione: le ascensioni in invernale gli hanno sempre consentito di inoltrarsi, oltre che nei luoghi, anzitutto nell’intimo di se stesso.

(La foto che accompagna il post è di Enzo Bevilacqua ed è tratta dalla pagina Facebook di Livigno is magic)

Condividi questo post

Lascia un commento